Un naufrago e la sua zattera

Un naufrago e la sua zattera

Un naufrago e la sua zattera

È l’inizio del nuovo anno, il momento in cui si tirano le somme di quello appena concluso. Alcuni dei risultati saranno positivi e altri magari un po’ meno brillanti.

 

E il tuo anno come lo vuoi definire?

 

Io ho attraversato un anno un po’ particolare e vorrei condividere con voi la mia esperienza.

 

Tutto sommato (visto che di somme si tratta) non è successo nulla di particolarmente stravolgente .. almeno alla prima occhiata.

Il lavoro .. sempre lo stesso.

Le relazioni .. sempre le stesse.

L’età … no quella no, non è sempre la stessa. 😉

Eppure io mi sento cambiata nel profondo. Non ho ben in chiaro come, so solo che la persona del 2023 non è più la stessa di oggi.

 

Durante l’anno passato, molte delle mie certezze si sono lentamente sgretolate, alcune conquiste mi sono scivolate tra le dita e per la prima volta nella mia vita ho scoperto di non essere infrangibile!

 

Tutto è iniziato con qualche acciacco fisico (nulla di irreparabile) ma questo mi ha fatto comprendere che se avessi voluto stare meglio, avrei dovuto cambiareNon si trattava di buon propositi (anche se sono utili quando fatti bene), il mio cambiamento era più profondo, più un bisogno di lasciare andare i vecchi meccanismi che fino ad ora mi avevano tenuta in vita. In qualche modo, qualcosa in me si era rotto irreparabilmente! E mi sentivo pronta a rinascere.

 

L’analogia con l’Araba Fenice che risorge dalle proprie ceneri era lì a stuzzicarmi eppure non descriveva alla perfezione il mio stato d’animo. Ci ho pensato molto e alla fine ecco la giusta definizione per me:

Mi sento come un naufrago che ha costruito una zattera con le poche certezze che ha e le ha legate strette alle proprie doti.

 

Mi spiego meglio, la maggior parte della mia esistenza l’ho vissuta sull’isola delle regole, dei doveri, del fare sempre la cosa giusta, dell’essere forte a tutti i costi. Quest’isola mi ha protetta dalle difficoltà, mi ha dato riparo dopo le delusioni, mi ha sfamata quando ero alla ricerca di affetto, mi ha scaldato quando avevo paura della solitudine. Eppure non mi bastava più!

 

Un giorno, dopo una lite furiosa mi sono resa conto che non era così che volevo continuare. Volevo darmi il permesso di sbagliare e trovare nuove soluzioni, di aver paura e scoprire una forza ancora sconosciuta, godere delle cose belle con leggerezza. Ho quindi preso queste poche certezze, le ho legate strette strette alla mia capacità di ironia, alla curiosità con il senso pratico che mi contraddistingue e mi sono spinta in acque agitate e infestate da dubbi.

 

Ora mi trovo in mezzo ad un oceano che mi spinge verso mete ignote, a volte raccolgo nuove certezze e le lego a doti fresche e la mia zattera diventa ogni giorno un po’ più governabile e comoda.

 

Non so esattamente dove e quando attraccherò ma spero che questo viaggio, oltre a lasciarmi qualche livido, mi aprirà a nuove scoperte.

 

Io mi auguro di avere il coraggio di navigare senza vele e timone per scoprire quella parte di me che ancora mi è parzialmente celata.

 

A voi invece auguro di essere pronte a rompere le regole, a esplorare territori inesplorati e a vivere senza paura di sbagliare.

 

Che ogni giorno sia un’avventura, un’opportunità per mettere a repentaglio le nostre convinzioni e abbracciare il caos della crescita personale.

 

Auguro a ognuna di voi un 2024 ribelle, pieno di momenti selvaggi e di autentica autenticità.

 

Che siate audaci, libere e irrimediabilmente voi stesse.

Buon anno nuovo, ragazze fuori dagli schemi!

Grazie per aver letto il mio post “Un naufrago e la sua zattera”

Vieni a conoscermi meglio, visita la pagina Chi Sono.
OPPURE
Scopri subito come il counseling può aiutarti a raggiungere serenità, equilibrio e benessere.

Prenota ora una sessione gratuita con me.

Lascia un commento